Incontro Costanza in un bar a Jackson Heights. Non è un quartiere dove mi capita di venire molto spesso e sono felice di avere l’occasione di scoprirlo meglio.
Mentre cammino mi torna in mente un libro che consulto sempre prima di preparare un nuovo tour: Non Stop Metropolis, New York City Atlas. In una delle sue mappe il Queens è descritto come una vera e propria Torre di Babele, un intreccio di lingue e culture difficilmente riscontrabile altrove. Ed è così vero!
Sono convinta che non si possa dire di aver visto davvero New York senza aver trascorso almeno un’ora nel Queens.
Ma torniamo a Costanza, artista e insegnante, che oggi ci racconta la sua New York. Le foto che accompagnano questo articolo arrivano dal suo LadyBug Studio: tutto questo talento andava condiviso!
Buona lettura!

20 anni a New York
- Ciao Costanza. Da quanti anni sei arrivata a New York?
Abito negli Stati Uniti da 25 anni, di cui 20 a New York.
- Tu vivi a Jackson Heights. C’è un posto dove ti rifugi quando la frenesia di questa città ti fa mancare l’aria?
Jackson Heights non è di certo caotica come Midtown Manhattan, ma è a suo modo una zona molto intensa. Quando tutto diventa troppo, mi piace prendere la macchina e andare in zone di campagna dalle parti di Upstate o in Connecticut. Forse prima di diventare mamma il caos della città mi attirava di più. Adesso invece sento la necessità di ricaricami nel verde, nella natura.
- Se dovessi definirla in poche parole, cos’è New York per te?
New York è un mix esplosivo di persone, rumori, odori, gusti e colori.
- Quanto ti senti fortunata a vivere qui?
Mi sento fortunata perché sono esposta a mille culture e stimoli diversi. La città pulsa di energia creativa come nessun altro posto al mondo, ma il ritmo è spesso frenetico e la competizione si fa sentire. E poi è tutto molto caro.

Il legame con l’Italia
- Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?
Dell’Italia mi mancano la famiglia e lo stile di vita, i piaceri che qui a volte – forse perché si va sempre di fretta – non si assaporano come nel nostro paese.
- Da qui a X anni dove ti vedi?
Penso che in futuro, quando i miei figli saranno più grandi e faranno le loro scelte, vorrei non essere troppo lontana da loro. Lo dico perché so cosa si prova a dover prendere un aereo di otto ore (o più) per poter stare insieme, sento moltissimo la lontananza della mia famiglia d’origine. Sono tutti a Palermo tranne me!
- Quando sei qui cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?
Qui a New York si trova tutto molto facilmente, ma non vado a cercare prodotti italiani specifici, non ne sento la necessità.
- Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?
Ho amici di tutto il mondo. In una città multiculturale come New York sarebbe un peccato stare solo con gli italiani (che certamente adoro!).
- Torniamo a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi tu degli stereotipi sugli italiani?
Ci sono tanti stereotipi. Gli italiani sono stilosi e raffinati, ma anche rumorosi come i Sopranos. Confesso che, negli anni, ho ricevuto qualche battuta non piacevole sul fatto di essere siciliana. Per fortuna, grazie anche al turismo, oggi questo non accade più. Anzi, c’è molto entusiasmo e interesse verso la mia isola. Grazie White Lotus!

Costanza e la sua Jackson Heights
- Tu vivi a Jackson Heights. Dove vivresti a New York se potessi scegliere?
Mi piace stare qui. Jackson Heights è un quartiere così multiculturale che è impossibile non sentirsi a casa, c’è posto per tutti, we are all neighbors!
- Dove non vivresti a New York?
Midtown Manhattan.
- Un posto a New York che ti piace particolarmente?
Park Slope. Quando vado a lavorare da Stefania rimango incantata dalle stradine, dai viali alberati, dalla pace di quel quartiere. In generale cerco la natura anche in città: il verde e i fiori mi conquistano sempre.
- E fuori città?
Uno dei tanti paesini Upstate. Per una gita facile e breve invece consiglio il giardino del Nassau Museum of Art, a Roslyn, una tenuta verde bellissima, che era la residenza di Childs Frick, figlio del magnate Henry Clay Frick. Ci si mette pochissimo in macchina da New York!
- Un quartiere che non conosci ancora bene?
L’Upper West Side, mi piacerebbe esplorarlo meglio. Credo sia uno di quei quartieri dove ci si sente un po’ come nei film.

Consigli per turisti
- Parliamo invece degli italiani che arrivano qui per turismo. Dei tuoi amici vengono a New York per pochi giorni: che consigli gli daresti?
Secondo me bisogna vedere i grattacieli di New York e Central Park. E poi esplorare Lower Manhattan, che è la zona più storica di tutta la città. Non mi perderei mai Brooklyn, Soho e il West Village. Adoro anche la Statua della Libertà e Ellis Island: per me sono emozionanti. E per i più avventurosi, anche Jackson Heights e la Chinatown di Flushing.

New Yorker
- Hai un/a New Yorker di riferimento?
Carrie Bradshaw!
- Ti senti una New Yorker quando?
Una volta a Palermo stavo camminando per strada con i bambini e un’amica di Reggio Emilia, quando improvvisamente una persona un po’ fuori di testa ci si è messa a urlare contro, senza ragione. La mia amica terrorizzata. Per me, figurati, niente di strano! Sono abituata a New York!
Grazie ancora Costanza!






