Se volessi definire Ilaria, mi basterebbe usare un sostantivo: curiosità.

Ilaria è curiosità. Esploratrice instancabile, mia cliente n. 1 di tour (nel senso che se li è fatta davvero proprio tutti, poveretta), Ilaria è stata anche la prima cavia a sottoporsi a questa mia intervista. E dato che il mio obbiettivo è quello di arrivare almeno a un centinaio di interviste, non la ringrazierò mai abbastanza: perché da qualche parte bisogna sempre iniziare e perché, per ogni nuovo progetto ci vuole sempre qualcuno che ti dia fiducia e ti dedichi un po’ del suo prezioso tempo.

Sì. È proprio vero che “it takes a village, anche per coltivare nuove idee. Buona lettura!

  • Ciao Ilaria. Da quanti anni sei arrivata a New York?

2 anni, ma sono 15 anni in totale che sono lontana dall’Italia.

  • Manhattan è “un luogo inebriante e faticoso”*. Tu che a Manhattan ci vivi, dove ti rifugi quando ti manca l’aria?

A me in realtà non manca mai l’aria qui a New York, perché io sono un’amante delle città. Per me Manhattan è aria in sé, mi piace così com’è, non ho bisogno di nascondermi.

(*C. Augias, “I segreti di New York”)

  • Collegandomi al punto qui sopra: cos’è New York per te?

Il mio posto. Sono arrivata qui e mi sono sentita subito a mio agio. Mi piace la città, mi piace il casino, la gente è diretta, certe volte un po’ troppo, del resto come lo sono io. La mentalità dinamica, se vuoi aggressiva e anche ambiziosa, mi rispecchia.

Guardare il cielo a NY è una delle esperienze più appaganti (attenti a cosa calpestate!)
  • Quanto ti senti fortunata a vivere qui?

Tantissimo e so già che sarà molto difficile andare via. Mi è difficile pensare a un posto in cui in questo momento potrei stare meglio che qui.

  • Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?

Qui mi manca l’Italia meno di quanto mi mancasse quando ho vissuto a Londra. Strano vero, essendo Londra più vicina a casa?

Mi mancano certamente gli affetti. In Italia so che si vive bene, ma sono contenta di essere qui. E poi, al contrario di quel che spesso si pensa dei newyorchesi, qui si interagisce facilmente con le persone ed è bello. Più che a Londra, ad esempio, dove le persone sono nettamente più riservate.

Una madama dell’UES. se ne vedono tante.
  • Da qui a X anni dove ti vedi?

In Italia, a Milano. Per quanto mi piaccia, non mi vedo invecchiare in questa città. New York non è adatta alle persone anziane a mio parere. Solo per prendere la metro devi fare settecento scale, è tutto molto aggressivo.

  • Tu vivi nell’Upper East Side. Dove vivresti a NY se potessi scegliere?

Se potessi scegliere starei qui.

  • Dove non vivresti mai a Manhattan?

Forse non ad Harlem.

  • Qui a New York, cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?

Sì, per la qualità. Vado da Agata e Valentina, che è uno dei miei negozi preferiti, e da Eataly (*NDR: a 5 minuti a piedi da Agata e Valentina, Ilaria mi consiglia una bakery che fa uno sfilatino alle olive spettacolare, Orwashers Bakery).

La palette di NYC: giallo, grigio e rosso carminio. Così è come la vedo io.
  • Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?

Sì, quasi esclusivamente. Forse perché abbiamo un modo di divertirci simile.

Se ci penso le persone che in tanti anni di vita all’estero mi sono “rimaste attaccate” sono italiane. Molte conoscenze le ho fatte attraverso contatti di lavoro di mio marito, ma tante anche attraverso i figli.

  • Torniamo a parlare di New York. Un negozio che ti piace particolarmente?

Macy’s. Magari è un cliché, ma ha talmente tante cose che ci vado volentieri a fare shopping.

  • Il tuo posto preferito in città?

Il Reservoir, a Central Park, se parliamo di luogo fisico.

Se invece parliamo di ristoranti Ribalta e San Matteo, dato che io vivrei di pizza! Per me da Ribalta specialmente si mangia la pizza migliore di New York. E poi Casa Dani, un ristorante spagnolo che è diventato un posto speciale per me e la mia famiglia.

Oltre alle madame, ci sono anche tanti tanti tanti cani.
  • Ricollegandomi a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi degli stereotipi sugli italiani?

Più degli stereotipi degli americani sugli italiani, quello che mi colpisce è l’atteggiamento di certi italiani che, arrivati qui, cercano di allontanare la loro italianità, nel tentativo di confondersi con gli altri.

Penso che invece noi italiani dovremmo avere molti motivi per andare fieri delle nostre origini.

  • Parliamo degli italiani che arrivano qui per turismo. Dove manderesti un turista che ha pochi giorni da trascorrere a NY?

Se vuole godersi la vista, all’Observatory del One World Trade Center, che secondo me offre uno dei panorami più belli.

Poi sul ponte di Brooklyn, che è assolutamente da fare a piedi e a me nessuno l’aveva mai consigliato, quando ero venuta in città da turista.

E come museo al Whitney, per la collezione. Americana. Quindi unica e tipica di qua.

Un posto invece che a me non dice molto è l’High Line.

Dicevamo? Guardare in alto, sempre.
  • E invece dimmi di posti fuori NY che ti piacciono.

La Palisade, tutto l’Hudson River andando Upstate fino a Beacon. Dove abbiamo trovato un posto che faceva ghiaccioli artigianali meravigliosi (Zora Dora’s).

E poi Coney Island, in un’ora di metropolitana ci si arriva facilmente ed è la meta più adatta quando ti manca il mare. Nella frenesia quotidiana è facile dimenticarsi che Manhattan è un’isola!

  • Tornando in città invece, c’è un quartiere che conosci ancora poco?

Brooklyn. Mi piacerebbe scoprirla un po’ di più.

  • Hai un/a New Yorker di riferimento?

La moglie di Edward Hopper, Josephine Verstille Nivison, che era una pittrice come Edward ma che ha in parte rinunciato alla sua carriera per appoggiare il marito. Sono stati insieme più di 40 anni. Il lavoro di scrittura dei diari di Josephine, la sua spinta e il suo sostegno sono stati fondamentali per il successo di Edward.

  • Ti senti una New Yorker quando?

Quando chiamo un taxi su una via che scende anziché su una via che sale, così arrivo prima a casa, risparmio tempo e denaro, e mi sento una vera newyorchese!

So che sembra banale, ma nel traffico della città, specialmente nell’orario di punta, sappiamo tutti che non lo è affatto.


Grazie Ilaria. No, non è per niente banale. Come si suol dire da queste parti, arrivare a casa “IN A NEW YORK MINUTE” è da vera New Yorker!

Alcuni luoghi del cuore di Ilaria. In sintesi.


Indirizzi:

  • ORWASHERS BAKERY: 308 E 78TH STREEET
  • AGATA & VALENTINA: 1501 1ST AVENUE
  • EATALY: 200 5TH AVENUE // 101 LIBERTY ST 3RD FLOOR
  • MACY’S: 151 W 34TH STREET
  • JACQUELINE KENNEDY ONASSIS RESERVOIR: CENTRAL PARK
  • RIBALTA: 48 E12TH STREET
  • SAN MATTEO: 1559 2ND AVENUE
  • CASA DANI: 488 W 33RD STREET
  • ONE WORLD OBSERVATORY: 117 WEST STREET
  • BROOKLYN BRIDGE: CELEBRE E AMATISSIMO PONTE IN PIETRA E ACCIAIO COSTRUITO NEL 1883. COLLEGA MANHATTAN E BROOKLYN.
  • WHITNEY MUSEUM: 99 GANSEVOORT STREET
  • THE PALISADE PARK: UNA SERIE DI FALESIE SITUATE SULLA RIVA DESTRA DEL FIUME HUDSON, NEL NORD-EST DEL NEW JERSEY. SI ESTENDONO DA JERSEY CITY A NYACK.
  • BEACON: CITTÀ SITUATA NELLO STATO DI NY E NELLA CONEA DI DUTCHESS
  • ZORA DORA’S: 201 MAIN STREET, BEACON
  • CONEY ISLAND: QUARTIERE DI DIVERTIMENTI CON GIOSTRE DA LUNA PARK (E SPIAGGE) A BROOKLYN

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