Mi incontro con Paola in un Le Pain Quotidien nell’Upper East Side. Ci siamo già viste a qualche evento di italiane a New York e ci seguiamo sui social, ma oggi ho finalmente l’occasione di sedermi con lei e di fare due chiacchiere tranquille. Voglio sapere di più sulla sua storia, su quella scelta di vita coraggiosa che l’ha portata a trasformare un trasferimento in un’opportunità unica.
Dopo oltre dieci anni in banca, in Italia, Paola decide di lasciare il suo lavoro sicuro per seguire il marito, trasferito negli Stati Uniti. Ma invece di fermarsi, sceglie di reinventarsi completamente. E oggi aiuta gli italiani a realizzare il sogno di sposarsi nella Grande Mela come wedding planner.
Bellissimo, non è vero?
Se state pensando al grande giorno, che dire? Segnatevi i suoi contatti! Li troverete alla fine dell’articolo. Ma questa intervista non è solo per chi sogna un matrimonio da favola. È per tutti voi – che siate single, sposati, divorziati o quant’altro. L’importante è che siate semplicemente innamorati di New York!
Buona lettura!

13 anni a New York
- Ciao Paola. Da quanti anni sei arrivata a New York?
Sono qui da 13 anni. Nel 2023 io e la mia famiglia abbiamo fatto un passo importante e siamo diventati cittadini americani. È stata una scelta di vita, pensata per un medio-lungo termine.
- Tu vivi nell’Upper East Side. C’è un posto dove ti rifugi quando la frenesia di questa città ti fa mancare l’aria?
Quando Manhattan mi opprime, cerco l’acqua. Guardare il fiume mi calma immediatamente. Quando vivevo a Yorkville, avevo Schurz Park vicino casa: piccolo ma perfetto per una passeggiata lungo l’East River. Ora invece trovo pace a Central Park. E poi cammino tanto, ogni giorno. Camminare mi aiuta a decomprimere e trovare un po’ di equilibrio
- Se dovessi definirla in poche parole, cos’è New York per te?
Per me New York è energia allo stato puro. Te ne dà tanta ma te ne toglie anche tanta.
- Quanto ti senti fortunata a vivere qui?
Tantissimo! Sarò eternamente grata a questa città per l’apertura mentale e per tutte le opportunità che mi ha dato.

Il legame con l’Italia
- Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?
Mi manca la qualità della vita, che per me in Italia è più alta che qui a New York. E ovviamente gli affetti.
- Da qui a X anni dove ti vedi?
Il mio sogno sarebbe quello di passare più tempo in Italia, sempre tenendo un piede negli Stati Uniti però.
- Quando sei qui cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?
Sai che non cerco più così tanto solo prodotti italiani? New York mi ha insegnato a spaziare e ad apprezzare tantissimi tipi di cucine diverse, davvero le più svariate.
- Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?
Il mio circolo sociale è partito da La Scuola d’Italia, dove studiava mio figlio. Poi da lì ho spaziato e ora frequento persone diverse, ma sempre tanti italiani.
- Torniamo a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi tu degli stereotipi sugli italiani?
Non mi è mai capitato di soffrire stereotipi negativi. Ma sono sempre rimasta colpita dall’immagine positiva che hanno tanti americani di noi e dall’entusiasmo con cui ci accolgono. Tanti di loro amano la nostra cucina, i nostri paesaggi, la moda e il nostro design.

Paola e la sua New York
- Tu vivi nell’Upper East Side. Dove vivresti a New York se potessi scegliere?
Nel Greenwich Village: le sue casette basse e la sua aria tranquilla, di villaggio, mi affascinano tantissimo.
- Dove non vivresti a Manhattan?
Forse a Midtown, perché la trovo caotica, rumorosa e senza tanto verde.
- Un posto a New York che ti piace particolarmente?
Il Met, il Lincoln Center, il giardino del Cooper Hewitt, il café Sabarsky dentro la Neue Galerie. E poi amo passeggiare per l’Upper West Side.
- E fuori città?
Mi piacciono tantissimo Storm King, Cold Spring, Magazzino e Lyndhurst, a Terrytown, dove hanno girato alcune scene di una delle mie serie preferite, The Gilded Age, un must per gli amanti di New York!
- Un quartiere che non conosci ancora bene?
Carrol Garden, Greenpoint e Astoria.

Consigli per turisti
- Parliamo invece degli italiani che arrivano qui per turismo. Dei tuoi amici vengono a New York per pochi giorni: che consigli gli daresti?
Secondo me chi viene a New York per turismo non può tralasciare Times Square, il Rockefeller Center, Grand Central e la NY Public Library. Questo per quanto riguarda Midtown. E poi, una volta finito, deve spingersi downtown, camminare liberamente fino ad arrivare nella parte di Lower Manhattan, fino a Wall Street e magari salire sul sul ponte di Brooklyn.

New Yorker
- Hai un/a New Yorker di riferimento?
Certo! Tanti, ma in particolare Woody Allen e Sarah Jessica Parker.
- Ti senti una New Yorker quando?
Mi sento una New Yorker quando parlo di New York, come adesso con te, e non mi fermerei mai perché ho così tanto da dire. E poi mi sento una New Yorker quando cammino per la città!
Grazie Paola!
MATRIMONI A NEW YORK: https://www.matrimonianewyork.com



