“Ciao, ci vediamo domani a 75 East Broadway. Mezzogiorno ti va bene?”. Thumbs-up, saluto Francesca con un messaggino su Whatsapp e metto in Google Maps l’indirizzo. Per mia sorpresa, 75 East Broadway è esattamente sotto il Manhattan Bridge e questo dettaglio mi intriga parecchio.
Io, che il Manhattan Bridge sono abituata a farlo rompendomi le gambe in bicicletta per andare verso Brooklyn, uso spesso le due ruote per ottimizzare i tempi, leggi, andare un po’ di fretta. Infatti un giro nei dintorni l’ho fatto, e tante volte, ma senza prestare mai molta attenzione. Quindi quale occasione migliore per esplorare la zona?
Arrivo, in bicicletta, ovviamente, ma la lego subito a un palo. E succede una di quelle cose che a New York accadono di frequente. Un attimo prima sono nel fracasso della Bowery, tra graffiti, Whole Foods, campi da basket. E un attimo dopo, e solo un nuovo disordine più in là, le scritte in caratteri stranieri mi trasportano in un altro paese, in una nuova geografia: ed eccomi in Cina.
Francesca mi aspetta davanti all’East Broadway Mall con la sua classica eleganza italiana. Immagino già le vostre facce. E tutto questo stile non stride con Chinatown? Proprio per niente. Francesca, viaggiatrice da sempre, mentalità aperta da ancor di più, con tutto ciò che è contrasto sta perfettamente a suo agio. E questa sua caratteristica mi affascina ancora di più.

- Ciao Francesca. Da quanti anni sei arrivata a New York?
Dal 1995 quindi da quasi 30 anni, dopo essere stata due anni in California.
- Tu vivi a Inwood, che è una zona sicuramente più tranquilla di tante altre a Manhattan, ma hai vissuto tanti anni nell’Upper East Side. Ti è mai capitato che la frenesia di questa città ti facesse mancare l’aria?
Niente affatto. New York non mi è mai stata stretta, non mi ha mai soffocata.
- Collegandomi al punto qui sopra, che cos’è New York per te?
Prima di tutto, ti dico cosa New York non è: New York non è America, ma un concentrato di tutte le culture del mondo. La prima volta che sono venuta in città, quando vivevo ancora in California, non riuscivo a staccare gli occhi da tutti questi grattacieli. Li ho trovati magnifici. Guardavo su e mi sono detta: “Non dimenticarti mai di alzare la testa“. È facile perdere la meraviglia nell’abitudine.

- Quanto ti senti fortunata a vivere qui?
Io mi sento fortunata in qualsiasi posto al mondo, ma sicuramente vivere qui è un privilegio. Questa città mi ha dato la possibilità di esplorare tantissimo me stessa come persona, mi ha dato lo spiraglio di crescita che probabilmente in Italia non avrei avuto e una grandissima energia. Uscire dalla mia “italianità”, se vuoi, mi ha permesso di liberarmi.E di scoprire una nuova passione che è diventata la mia professione: oggi sono una certified life/career coach.
- Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?
L’Italia mi manca e ci vado spesso. Però ovviamente col tempo si cambia, quindi cerco di andare avanti e di non perdere troppo tempo a guardare quello che lascio indietro.

- Da qui a X anni dove ti vedi?
Mi vedo girare il mondo, tra l’Italia e gli Stati Uniti.
- Tu vivi a Inwood. Dove vivresti a NY se potessi scegliere?
Prima vivevo sulla 88esima, nell’Upper East Side. Quando mi sono trasferita a Inwood all’inizio mi sembrava un quartiere lontanissimo da tutto. Invece oggi apprezzo la bellezza del posto: amo svegliarmi la mattina, vedere gli alberi da un lato e il fiume Hudson dall’altro, fare hiking e canottaggio. Faccio parte del club di canottaggio di Inwood e questa attività mi ha permesso di integrarmi con la comunità locale. Quindi adesso non mi sposterei da dove sono. Rimarrei qui.
- Dove non vivresti a Manhattan?
Non escluderei a priori nessun quartiere.
- Qui a New York, cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?
Soltanto se mi servono cose particolari e in quel caso vado da Eataly, ma il mio negozio di tutti i giorni è Whole Foods.

- Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?
All’inizio ero molto legata alla comunità italiana, che mi ha aiutata a creare i miei primi contatti in città. Ma dopo un po’ il desiderio di uscire dalla mia comfort zone è diventato più forte e ho cominciato a conoscere tanta gente diversa, di varie nazionalità, non solo americani. Anche essere volontaria, da più di dieci anni, presso la comunità di Sant’Egidio mi ha permesso di conoscere altre persone e di aiutare chi si trova in situazioni disagiate in questa grande e dura città.
- Torniamo a parlare di New York. Un negozio che ti piace particolarmente?
I negozi di arredamento in generale, uno su tutti Crate & Barrel.
- Il tuo posto preferito in città?
Carl Shurz Park era il mio posto preferito quando vivevo nell’Upper East Side. Invece adesso l’Hudson River Park. In canoa siamo andati sotto l’Henry Hudson Bridge dove l’East River e l’Hudson River si incontrano. Una sensazione stupenda.

- E fuori città?
Fire Island è molto bella.
- Ricollegandomi a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi degli stereotipi sugli italiani?
Non ne ho mai sofferto particolarmente. Al massimo in maniera molto vaga e se è successo lo stereotipo è stato sempre chiarito velocemente, senza ulteriori strascichi.
- Parliamo invece degli italiani che arrivano qui per turismo. Dei tuoi amici vengono a New York per pochi giorni: che consigli gli daresti?
Trovo che il Memorial sia sempre un posto da vedere. Ma anche Chinatown, Little Italy. Li manderei nei posti più turistici, che magari hanno già in mente di vedere prima di venire qui, perché credo sia quello che vogliono trovare quando arrivano in città.
- Tornando in città invece, c’è un quartiere che conosci ancora poco?
Direi tutti gli altri quartieri al di fuori di Manhattan.
- Hai un/a New Yorker di riferimento?
Jackie Kennedy.
- Ti senti una New Yorker quando?
Quando le mie amiche italiane dicono “arriva l’americana!” e mi fanno sorridere, anche se io rispondo che sono molto orgogliosa di essere italiana. Quindi direi che non mi sento mai solo una New Yorker, ma un mix di diverse culture.
E c’è qualcosa di più newyorchese di questo? Grazie Francesca.
Alla prossima intervista!

Indirizzi:
- MANHATTAN BRIDGE: È IL PONTE CHE CONNETTE CHINATOWN, MANHATTAN, A DOWNTOWN BROOKLYN, BROOKLYN
- MEMORIAL: 180 GREENWICH STREET
- CARL SHURZ PARK: EAST 86 STREET & EAST END AVENUE
- INWOOD: UN QUARTIERE DI MANHATTAN I CUI CONFINI SONO IL FIUME HARLEM A NORD ED EST, WASHINGTON HEIGHTS A SUD E IL FIUME HUDSON A OVEST
- INWOOD CANOE CLUB:360 DYCKMAN STREET
- EATALY: 200 5TH AVENUE / 101 LIBERTY STREET / 200 LAFAYETTE STREET
- FIRE ISLAND: ISOLA NELLO STATO DI NEW YORK
- CHINATOWN: VIVACE QUARTIERE ASIATICO DENSAMENTE POPOLATO, IN LOWER MANHATTAN
- LITTLE ITALY: FAMOSO QUARTIERE CON POPOLAZIONE DI ORIGINE ITALIANA, IN LOWER MANHATTAN
- SANT’EGIDIO COMMUNITY: 2315 ADAM CLAYTON POWELL JR BOULEVARD
- CRATE & BARREL: 881 BROADWAY
- HUDSON RIVER PARK: PARCO CHE SI ESTENDE SUL LATO OVEST DI MANHATTAN, LUNGO IL FIUME HUDSON.
- KIKI’S: 130 DIVISION STREET
- EAST BROADWAY MALL: 75 EAST BROADWAY





