Mi incontro con Marta da Felix, su Park Avenue. Un caffè, una bellissima chiacchierata, un’intervista che scorre senza intoppi. Tutto perfetto insomma, finché non torno a casa e mi accorgo della tragedia: la registrazione di quello che ci siamo dette è sparita.

Mando un messaggio a Marta, scusandomi mille volte per averle fatto perdere tempo. Invece lei ci scherza su e, senza farsi pregare, mi ripete di nuovo tutte le risposte, un Whatsapp dopo l’altro. A questo punto è quasi superfluo dirlo, ma lo faccio lo stesso, perché se lo merita: “Marta Pics and Tips” 🙂 è davvero così come appare sul suo profilo Instagram. Senza filtri: generosa, disponibile e autentica. Lo è sia nelle dritte che dispensa a chiunque le chieda consigli su New York, come nelle bellissime foto che condivide—alcune delle quali troverete anche in questo articolo.

Io ho detto tutto e ora tocca a voi: buona lettura!

Marta e la sua NY.

15 anni a New York

  • Ciao Marta. Da quanti anni sei arrivata a New York?

Sono arrivata nel 2010, quindi quindici anni fa, per seguire mio marito, che si è spostato qui per lavoro.

  • Tu vivi a Midtown East. C’è un posto dove ti rifugi quando la frenesia di questa città ti fa mancare l’aria?

Per quanto io ami stare a New York, a volte sento il bisogno di rifugiarmi in luoghi che mi trasmettano un senso di calma. Essendo originaria di Como, l’acqua ha su di me un effetto rassicurante. Così, quando tutto diventa troppo, scappo a Seaport, nel punto esatto da cui si vedono le vecchie navi. Basta questa piccola fuga, proprio nel cuore della città, a farmi sentire meglio

  • Se dovessi definirla in poche parole, cos’è New York per te?

Oggi posso dire che New York è casa, ma mi c’è voluto del tempo per ambientarmi, non è stato sempre tutto facile. Proprio per questo, essere arrivata a sentirmi così bene qui mi rende orgogliosa del percorso che ho fatto.

Poi New York, oltre a essere casa, per me è anche uno stimolo continuo. C’è sempre qualcosa da fare e da imparare.

  • Quanto ti senti fortunata a vivere qui?

Sono grata di poter vivere a Manhattan, un privilegio, senza ombra di dubbio. Ma so anche che tanti sognano New York senza rendersi conto di quanto questa città possa metterti alla prova. La fortuna può capitare, è vero, ma le opportunità vanno cercate. Il mio percorso me lo sono costruita da sola. E ne sono fiera.

Chi non si siederebbe qui per ammirare questa vista incantevole su Manhattan?

Il legame con l’Italia

  • Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?

Mi mancano la famiglia e gli affetti, ma per fortuna riesco a tornare spesso a Como.

Mi manca anche la spontaneità dei rapporti: poter dire ehi, ci beviamo un caffè? senza doverlo pianificare con un mese di anticipo, come spesso accade qui, dove siamo tutti sempre troppo impegnati.

E poi mi manca la libertà di spostarmi con facilità. Salire in macchina e, in un paio d’ore, essere al mare o in montagna, immersa in luoghi di una bellezza straordinaria.

  • Da qui a X anni dove ti vedi?

Sicuramente nel breve e medio termine mi vedo qui. Anche se non mi dispiacerebbe vivere una parentesi di qualche anno in un posto molto diverso da New York, magari cambiando anche continente. Asia, Africa, perché no?

Guardando al futuro, invece, mi piacerebbe tornare verso l’Italia, più vicina alle mia famiglia e a quella di mio marito.

  • Quando sei qui cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?

Sempre meno, in realtà. Porto molti prodotti con me in valigia, dall’Italia. Ma la mia alimentazione è cambiata da quando sono qui e ora mangio un po’ di tutto.

Allo stesso tempo, mi piace uscire a cena e godermi un buon piatto italiano in un ristorante che lo sappia fare come si deve. Come ad esempio Terrone o Piccola Cucina.

  • Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?

Sì, frequento tanti italiani. Molte persone entrano in contatto con me attraverso la mia pagina Instagram per confrontarsi e chiedermi consigli su New York. Da cosa nasce cosa e sono nate anche tante belle amicizie e delle opportunità di collaborazione.

Attraverso il lavoro di mio marito alle Nazioni Unite, invece, ho conosciuto gente di tutto il mondo.

  • Torniamo a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi tu degli stereotipi sugli italiani?

Fortunatamente non sono mai stata vittima di stereotipi da quando sono qui. Anzi, credo che questa città sia il luogo ideale dove fare un lavoro su se stessi per smantellare i luoghi comuni, per capire, conoscere e accettare tutte le culture che qui convivono, con le loro caratteristiche e diversità.

Foliage a Central Park, natura e città.

Marta e la sua New York

  • Tu vivi a Midtown East. Dove vivresti a New York se potessi scegliere?

Vivrei a Tribeca, perché sarebbe l’opportunità per conoscere meglio questa neighborhood così elegante, autentica e newyorchese. Non è un caso che sia il quartiere prescelto da così tanti attori e i vip. E poi è vicina all’acqua che, come ti ho già detto, per me è un elemento fondamentale.

  • Dove non vivresti a New York?

Downtown, che è quartiere che trovo dispersivo e poco accogliente.

  • Un posto a New York che ti piace particolarmente?

Tantissimi! Sono sempre alla ricerca di nuovi posti da scoprire, perché sono estremamente curiosa. In particolare adoro il MoMA e il suo bellissimo cortile interno. Seaport, come ti ho già detto. E Greenpoint, dove mi piace passeggiare lungo il fiume, ma anche perdermi un po’ per le vie di questo quartiere. In generale, essendo io un’avida lettrice, amo tutte le librerie: Strand e McNally Jackson sono le mie preferite!

  • E fuori città?

Preferisco di gran lunga la montagna al mare. Quindi i miei posti del cuore sono tutta l’Hudson Valley. In particolare Nyack, dove poco tempo fa sono andata a visitare la casa museo di Hopper. Beacon. Storm King, Dia:Beacon e Magazzino.

  • Un quartiere che non conosci ancora bene?

New York è una città che non si puo mai dire di conoscere completamente, anche perché i quartieri cambiano a una velocità impressionante. Sicuramente conosco bene i quartieri di Manhattan. Vorrei conoscere meglio tantissime zone di Brooklyn, magari quelle più interne, perché conosco meglio quelle sul fiume, più facilmente raggiungibili da Manhattan. Ad esempio Boerum Hill, Cobble Hill, Park Slope e Bushwick.

L’Empire State Building color “Pantone New York”.

Consigli per turisti

  • Parliamo invece degli italiani che arrivano qui per turismo. Dei tuoi amici vengono a New York per pochi giorni: che consigli gli daresti?

Questa è la domanda che mi viene fatta più spesso! Il mio consiglio è di partire dalle basi, ovvero di visitare midtown e downtown come prima cosa e così tutte le attrazioni principali. Sbrigarsela in due giornate belle piene e poi dedicare del tempo ad attività meno turistiche, partendo dalle proprie passioni. Cinema, musica, storia? Qui ce n’è per tutti. Selezionare due o tre tappe, meglio se in quartiere diversi, così si ha la scusa per spaziare.

Camminare, spostarsi il più possibile a piedi per farsi sorprendere dalla città. E perdersi. Tanto poi ci si ritrova in un secondo aprendo Google Maps.

Townhouse, alberi e motociclette.

New Yorker

  • Hai un/a New Yorker di riferimento?

Il primo che mi viene in mente è senz’altro Woody Allen. Ti posso parlare anche dei personaggi dei miei libri di riferimento che sono ambientati a New York? Ne ho una lunga lista!

Tutti quelli di Brooklyn.

I Montalto che da Castellammare si trasferiscono oltreoceano ne I Malarazza.

Joseph Tusiani, che racconta la sua esperienza biografica in In una casa un’altra casa trovo.

Belle da Costa Greene in La Bibliotecaria di New York .

Frankie e la sua famiglia ne Le Ceneri di Angela, uno dei volumi della trilogia di McCourt.

Queste sono tutte storie e personaggi che in qualche modo mi hanno ispirata.

  • Ti senti una New Yorker quando?

Quando non giudico e non mi sento giudicata. E quando cammino velocemente sul lato destro del marciapiede o quello sinistro delle scale mobili e mi infurio con quelli che mi fanno rallentare il passo 🙂

Grazie Marta!

La geometria di Manhattan.

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