Ecco l’intervista che ho fatto a Lili prima che se ne andasse da New York, perché lei oggi è tornata nella sua amata Roma. Nei nostri incontri newyorkesi, di Lili mi hanno sempre colpito la sua intelligenza (Lili è una psichiatra infantile, una super capocciona!) e la sua ricerca di umanità e contatto.
Posso dire di essere stata fortunata ad averla incontrata.
Enjoy!

- Ciao Lili. Da quanti anni sei arrivata a New York?
Sono arrivata a New York 17 anni fa.
- Tu vivi nel West Village. C’è un posto dove ti rifugi quando la frenesia di questa città ti fa mancare l’aria?
La mia isola felice in città è casa mia nel West Village e a Carmel, nell’Hudson Valley.
- Quanto ti senti fortunata a vivere a NY?
Tanto, New York è una grandissima opportunità.
- Se dovessi definirla in poche parole, cos’è questa città per te?
New York è greed per me. È una corsa ad avere e ottenere di più. Come se mancasse sempre qualcosa.

- Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?
Dell’Italia mi manca la qualità delle relazioni sociali.
- Da qui a X anni dove ti vedi?
Non lo so, potrei rimanere a Roma, oppure tornare negli Stati Uniti, ma non a New York. Mi piacerebbe stare a Carmel, Upstate.
- Tu vivi nell’Upper East Side. Dove vivresti a New York se potessi scegliere?
Vivrei vicino a Central Park, lato ovest (Upper West Side).
- Dove non vivresti a Manhattan?
Forse a Midtown West.

- Quando sei qui cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?
Quando cerco prodotti italiani difficili da trovare nei supermercati locali, vado da Eataly. In passato invece andavo da Agata & Valentina, quando ce l’avevo vicino a casa.
- Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?
Tanti miei amici sono anche miei colleghi. Ma in generale, le persone con cui sono riuscita ad avere un rapporto più diretto sono tutte italiane.
- Torniamo a parlare di New York. Un posto che ti piace particolarmente in città? E dimmene anche uno fuori città.
Il Rubin Museum e il Lincoln Center a NY. Fuori città l’Hudson Valley, Carmel.
- Torniamo a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi tu degli stereotipi sugli italiani?
Un pochino forse. Ma mai niente di così negativo. Sono stata fortunata.

- Parliamo invece degli italiani che arrivano qui per turismo. Dei tuoi amici vengono a New York per pochi giorni: che consigli gli daresti?
Di scegliere un museo a seconda delle loro preferenze. Di fare tappa ai Central Park e a Washington Square Park. E poi di salire sul ponte di Brooklyn. E per ultimo di passeggiare per le vie dell’Upper East Side, tra l’80esima e la 60esima, che sono le vie del “lusso”.
- Un quartiere che non conosci ancora bene?
Brooklyn.
- Hai un/a New Yorker di riferimento?
Per me uno dei New Yorker di riferimento è mio marito, uno dei neuroscienziati che più ammiravo, ancora prima di sposarmelo 🙂
- Ti senti una New Yorker quando?
Quando in subway cambio treno senza esitare, se sono su un local salto su un express, per arrivare prima a casa o al lavoro.
Grazie Lili!



