Ecco l’intervista che ho fatto a Lili prima che se ne andasse da New York, perché lei oggi è tornata nella sua amata Roma. Nei nostri incontri newyorkesi, di Lili mi hanno sempre colpito la sua intelligenza (Lili è una psichiatra infantile, una super capocciona!) e la sua ricerca di umanità e contatto.

Posso dire di essere stata fortunata ad averla incontrata.

Enjoy!

I posti preferiti di Lili, in sintesi.

Sono arrivata a New York 17 anni fa.

La mia isola felice in città è casa mia nel West Village e a Carmel, nell’Hudson Valley.

Tanto, New York è una grandissima opportunità.

New York è greed per me. È una corsa ad avere e ottenere di più. Come se mancasse sempre qualcosa.

NYC is greedy, do you agree?

Dell’Italia mi manca la qualità delle relazioni sociali.

Non lo so, potrei rimanere a Roma, oppure tornare negli Stati Uniti, ma non a New York. Mi piacerebbe stare a Carmel, Upstate.

Vivrei vicino a Central Park, lato ovest (Upper West Side).

Forse a Midtown West.

Quando cerco prodotti italiani difficili da trovare nei supermercati locali, vado da Eataly. In passato invece andavo da Agata & Valentina, quando ce l’avevo vicino a casa.

Tanti miei amici sono anche miei colleghi. Ma in generale, le persone con cui sono riuscita ad avere un rapporto più diretto sono tutte italiane.

Il Rubin Museum e il Lincoln Center a NY. Fuori città l’Hudson Valley, Carmel.

Un pochino forse. Ma mai niente di così negativo. Sono stata fortunata.

Come si dice? In a New York Minute!

Di scegliere un museo a seconda delle loro preferenze. Di fare tappa ai Central Park e a Washington Square Park. E poi di salire sul ponte di Brooklyn. E per ultimo di passeggiare per le vie dell’Upper East Side, tra l’80esima e la 60esima, che sono le vie del “lusso”.

Brooklyn.

Per me uno dei New Yorker di riferimento è mio marito, uno dei neuroscienziati che più ammiravo, ancora prima di sposarmelo 🙂

Quando in subway cambio treno senza esitare, se sono su un local salto su un express, per arrivare prima a casa o al lavoro.

Grazie Lili!