C’è chi si arrenderebbe di fronte a un ‘Mi dispiace, per fare il tuo lavoro a New York devi tornare a studiare, perché il titolo che hai preso in Italia qui non è riconosciuto’. E poi c’è chi, come Magda, si rimbocca le maniche, ritorna sui banchi di scuola e non si lascia abbattere. Anzi, già che c’è, si concede anche una ripassata veloce all’inglese—che non guasta mai. Magda non si ferma. E va così avanti che, dopo qualche anno, riesce ad aprire il suo centro estetico e persino a cercare personale che lavori per lei.
Brava Magda! In tutti i sensi. Io sono una delle sue clienti più soddisfatte:) Ma per questa intervista ho preferito incontrarla al bar, da Maman, e non nel suo centro, da Bellanova Beauty Lab.
Ero davvero curiosa di sapere di più di lei. Spero lo siate anche voi! Buona lettura!

13 anni a New York
- Ciao Magda. Da quanti anni sei arrivata a New York?
Sono arrivata a New York tredici anni fa da Arzignano, un paesino in provincia di Vicenza, per seguire la carriera di mio marito. Non era assolutamente nei miei piani! In Italia stavo bene. Venendo qui ho dovuto rimettermi in gioco. Prima di tutto, imparare la lingua, perché non la conoscevo abbastanza bene. Poi, prendere la licenza per poter continuare a lavorare come estetista. Insomma, ho dovuto studiare parecchio!
- Tu vivi a Brooklyn. C’è un posto dove ti rifugi quando la frenesia di questa città ti fa mancare l’aria?
Vivo tra Carroll Gardens e Red Hook, una zona certamente più tranquilla di Manhattan. Però ti confesso che anche io sento il bisogno di staccare. Chi è a a New York da un po’ di anni sa che, per resistere alla frenesia, bisogna uscire da questa città, se possibile ogni tre mesi. Anche solo per poco. Non servono grandi viaggi. Quando tutto diventa troppo, io ad esempio cerco il contatto con la natura per ritrovare il mio centro, rasserenarmi ed essere pronta a ripartire.
Mi piace camminare Upstate oppure, in estate, sdraiarmi sulla spiaggia di Rockaway Beach. E, da brava italiana, ci arrivo in Vespa con mio marito. Vedere il mare, le onde, i gabbiani mi mette in pace con il mondo.
- Se dovessi definirla in poche parole, cos’è New York per te?
L’essenza del capitalismo. Devi dare sempre il meglio di te. Eccellere, produrre e a volte, purtroppo, anche sprecare.
- Quanto ti senti fortunata a vivere qui?
Oggi tantissimo. Ma non è sempre stato così. Ho odiato New York per i primi cinque anni in cui ero qui. Vengo da un paesino di campagna, quindi per me è il cambiamento di vita che ho dovuto affrontare è stato davvero intenso.
Ho pensato tante volte di andarmene, ma non l’ho mai fatto: è come se New York mi tenesse per le gambe. A volte ho la sensazione che sarà lei a decidere quando mollarmi, quando arriverà per me il momento di partire. New York non è una città semplice, la vita qui va a fasi: ci sono momenti in cui va tutto benissimo e altri in cui va tutto malissimo. Non esiste la mezza misura, la calma piatta, la zona di conforto.

Il legame con l’Italia
- Quanto ti manca l’Italia e cosa ti manca dell’Italia?
Mi manca il senso di appartenenza: pensare questa è la mia gente, questa è la mia cultura. Ovviamente sento nostalgia degli affetti. E anche della bellezza dei nostri paesaggi.
- Da qui a X anni dove ti vedi?
Tra una decina d’anni sogno di aprire un wellness resort immerso nella natura, idealmente in Italia, nelle Dolomiti. Ma potrebbe essere anche Upstate New York.
- Quando sei qui cerchi prodotti italiani? Se sì, dove e perché?
No, solo a volte per togliermi qualche sfizio, ma è più un’eccezione che una necessità.
- Frequenti italiani sì/no e perché? Come ti sei creata il tuo circolo sociale?
Il 99% delle mie amicizie sono italiane. La comunità delle Italian Women USA mi ha aiutato tantissimo a socializzare e a conoscere persone nuove. A New York purtroppo in tanti vanno e vengono, sono di passaggio, quindi cerco sempre di fare un po’ di networking quando posso.
- Torniamo a uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere questo blog, cosa ne pensi tu degli stereotipi sugli italiani?
Qui mi sono sempre sentita amata e rispettata. Quindi non mi è mai capitato di esserne vittima.

Magda e la sua New York
- Tu vivi a Brooklyn. Dove vivresti a New York se potessi scegliere?
A Brooklyn. Qui non c’è né la fretta né il rumore di Manhattan e quei palazzoni che mi mettono ansia. Mi piace vedere gli alberi. Quando voglio, tanto posso prendere la metropolitana e in pochi minuti sono in “città”, se no resto qui. A Brooklyn adoro Carroll Gardens (una via in particolare, 2nd Place), Brooklyn Heights e Park Slope.
- Dove non vivresti a Manhattan?
Non vivrei nel Bronx, ad Harlem o a Inwood. Questione di feeling, non mi sono mai sentita troppo a mio agio in quelle zone.
- Un posto a New York che ti piace particolarmente?
A Manhattan mi piace Central Park, ma anche passeggiare nel West Village, fare shopping e magari fermarmi per un brunch in qualche posticino carino. A Brooklyn invece adoro Williamsburg e tutti i suoi negozi vintage.
- E fuori città?
Mi piace tanto Hudson. E poi la zona delle Catskills, Woodstock in particolare.
- Un quartiere che non conosci ancora bene?
Non conosco benissimo l’Upper West Side e Staten Island.

Consigli per turisti
- Parliamo invece degli italiani che arrivano qui per turismo. Dei tuoi amici vengono a New York per pochi giorni: che consigli gli daresti?
Di andare su un rooftop? Assolutamente sì! Mi piace moltissimo The Edge, dove andrei ad ammirare la vista sui grattacieli sia di giorno che di notte. E poi, dopo aver visitato i posti più celebri— perché anche quelli vanno visti, magari velocemente, gli consiglierei di girare senza meta, per farsi sorprendere dalla bellezza di questa città. E di dedicare una mezza giornata a Williamsburg: è un quartiere di tendenza, giovane e che offre tantissimo da fare.

New Yorker
- Hai un/a New Yorker di riferimento?
Certo, delle estetiste famose che sono le mie ispirazioni: Georgia Louise, Sofie Pavitt e Joanna Czech.
- Ti senti una New Yorker quando?
Quando vado fuori NY e sono troppo lenti a portarmi il cibo e il conto. Dopo qualche giorno capisco che sono in un altro posto, magari in vacanza, così mi calmo e cambio ritmo 🙂
Grazie Magda!




